
La percezione della 'pressione' nel mondo dell'Oncologia
L’intensità anzi meglio il 'peso' degli stessi gesti dentro o fuori dal mondo dell'oncologia apparirebbe subito evidente se davvero di percepisse la trasformazione del senso di 'gravità': e non solo nel senso più comune del peso ma in un senso del tutto nuovo, solitamente invece del tutto ignorato.
La sua gravità, appunto.
Grave è una parola che si associa all'ipotesi della possibile terminazione della vita.
Grave è una parola che quando appare si accompagna ad una percezione di oppressione al petto, una sensazione di vuoto all'addome, la mancanza di fiato e un senso di stordimento e vertigine. Sfumature diverse della paura, del dolore e dello smarrimento di senso e significato.
Nel mondo dell'oncologia le stesse cose hanno un peso infinitamente più grande: ogni gesto, pensiero, emozione, ogni più piccolo dettaglio agito o omesso sviluppa un'eco che può durare anni e generazioni.
Le stesse dinamiche di famiglia o di coppia che nel mondo comune sono all'ordine del giorno, nel mondo dell'oncologia si modificano di proporzione e anche per questo non possono più essere osservate e giudicate secondo le normali categorie del pensiero: figli che si augurano la morte del genitore o coniugi che trovano un amante mentre il partner è in cura.
Figli che vedono spegnersi i propri genitori, o genitori che vedono l'esaurimento della vita dei propri figli scoprono pensieri mai pensati e incredibili.
Mariti e mogli che non si amano più e che si trovano coinvolti senza volerlo ma non ce la fanno a fuggire e basta.
Chi ha davvero la capacità di 'giudicare' il loro comportamento?
Che senso hanno le frasi e i pensieri che normalmente si accompagnerebbero a situazioni analoghe?
Ecco appunto: normalmente.
La psiconcologia si occupa delle dinamiche umane che si generano nello spazio intermedio tra chi sa di avere una malattia potenzialmente mortale e chi no, ma li accompagna.
In questo senso nel mondo dell'oncologia diventa necessario pensare che si sta sviluppando una nuova e sconosciuta forma di psicologia umana in costante evoluzione.
La sua gravità, appunto.
Grave è una parola che si associa all'ipotesi della possibile terminazione della vita.
Grave è una parola che quando appare si accompagna ad una percezione di oppressione al petto, una sensazione di vuoto all'addome, la mancanza di fiato e un senso di stordimento e vertigine. Sfumature diverse della paura, del dolore e dello smarrimento di senso e significato.
Nel mondo dell'oncologia le stesse cose hanno un peso infinitamente più grande: ogni gesto, pensiero, emozione, ogni più piccolo dettaglio agito o omesso sviluppa un'eco che può durare anni e generazioni.
Le stesse dinamiche di famiglia o di coppia che nel mondo comune sono all'ordine del giorno, nel mondo dell'oncologia si modificano di proporzione e anche per questo non possono più essere osservate e giudicate secondo le normali categorie del pensiero: figli che si augurano la morte del genitore o coniugi che trovano un amante mentre il partner è in cura.
Figli che vedono spegnersi i propri genitori, o genitori che vedono l'esaurimento della vita dei propri figli scoprono pensieri mai pensati e incredibili.
Mariti e mogli che non si amano più e che si trovano coinvolti senza volerlo ma non ce la fanno a fuggire e basta.
Chi ha davvero la capacità di 'giudicare' il loro comportamento?
Che senso hanno le frasi e i pensieri che normalmente si accompagnerebbero a situazioni analoghe?
Ecco appunto: normalmente.
La psiconcologia si occupa delle dinamiche umane che si generano nello spazio intermedio tra chi sa di avere una malattia potenzialmente mortale e chi no, ma li accompagna.
In questo senso nel mondo dell'oncologia diventa necessario pensare che si sta sviluppando una nuova e sconosciuta forma di psicologia umana in costante evoluzione.